Da qualche giorno, non sono più a capo delle relazioni istituzionali di FlixBus in Italia. Ad inizio del 2018 sono entrato in una start-up tedesca (fondata cinque anni prima) che all’epoca non arrivava neanche in Sud Italia, mentre ora è la maggiore multinazionale del settore presente in più di 40 Stati nel mondo.
Se ciò è stato possibile è in buona parte grazie a quanto realizzato nel nostro Paese, che continua ad essere uno dei maggiori mercati di riferimento per Flix. Tali risultati economici sono anche frutto di un instancabile lavoro di lobbying ed accreditamento presso i decisori pubblici, grazie ai quali si è riusciti a modernizzare la normativa di riferimento ed a renderla più adatta allo sviluppo di questo business.
Giusto qualche esempio non esaustivo dell’immenso lavoro svolto in questi anni: si sono aperti al mercato i terminal bus, si sono modificati i criteri per ottenere le patenti per gli autisti aprendo la professione ai giovani, si sono modificate le bizantine norme preesistenti per avvicinare l’Italia all’Europa con l’introduzione di soglie chilometriche e processi autorizzativi più rapidi, si sono ottenuti fondi pubblici per il rinnovo delle flotte e sostegni in periodo Covid.
Inoltre, si sono poste le basi per la digitalizzazione del settore e per una riforma dei criteri delle ZTL, affinché gli enti locali non ne abusino colpendo un mezzo (il bus) che garantisce il diritto alla mobilità alle fasce deboli della popolazione.

Alcuni dei risultati ottenuti in 8 anni di relazioni istituzionali per FlixBus Italia
Il tutto mettendoci sempre la faccia: perché questo è un lavoro non solo fatto di relazioni silenziose, ma anche di momenti in cui la propria reputazione si spende pubblicamente per proteggere figure più in alto nella gerarchia aziendale dall’accesa dialettica con le associazioni dei consumatori, i sindacati, trasmissioni d’inchiesta come “Striscia la notizia” o “Mi manda Rai Tre”, cui ho partecipato.
Se oggi FlixBus Italia è un’azienda florida, che aiuta a tenere in equilibrio l’intero gruppo nel mondo, è anche per quanto elencato.
E tutto questo significa fare lobbying e comunicazione istituzionale nella sua essenza.
Oltre, ovviamente, al lavoro ed alla passione instancabile dei miei ex colleghi, un gruppo di ragazzi spesso under 40 che hanno rivitalizzato il mercato bus di media-lunga percorrenza nonostante la politica e le associazioni di categoria siano spesso assenti, se non ostili.
Per questa corsa durata 8 anni ringrazio di cuore i miei ex colleghi e i tanti con cui in questi anni ho avuto il piacere di collaborare: politici, professori, diplomatici, sindacalisti, accademici, giornalisti, oltre ovviamente ai colleghi lobbisti di altre realtà.
