Si è ormai vicinissimi a sapere chi guiderà la Regione Campania per i prossimi 5 anni. Domenica 23 e lunedì 24 novembre si metterà fine ad una lunghissima campagna elettorale. Ne ho parlato mercoledì 19 novembre 2025 sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno.
Se quella propriamente detta è stata di breve durata (circa due mesi), quella “informale” è iniziata nel novembre 2024 con l’approvazione della cosiddetta “legge sul terzo mandato” fortemente voluta dal Presidente uscente, Vincenzo De Luca. Norma poi abrogata dalla Cassazione lo scorso aprile. I cittadini arrivano disamorati alle urne, allontanati da una telenovela infinita dai toni spesso sopra le righe mentre sono molto più interessati, come mostrano tutte le rilevazioni, ai temi della vita quotidiana come la qualità dei servizi. La sanità in primis, e i trasporti al secondo posto. Necessità di tutti i giorni, che spesso fanno la differenza fra scegliere se emigrare o restare nella propria terra.
Le posizioni dei partiti su Circum e nuovo aeroporto
I principali candidati alla carica di Governatore, Roberto Fico ed Edmondo Cirielli, chiusi i macchinosi accordi di coalizione, si sono spesi per restituire ai campani la loro idea di Regione. Con un tratto in comune: la necessità di rilanciare la più grande ferrovia locale campana, la Circumvesuviana. Il centrosinistra ripartendo da quanto di buono fatto in questi dieci anni, il centrodestra con approcci più radicali come la proposta di commissariare l’Ente Autonomo Volturno (EAV) che la gestisce.
Un altro argomento apparso più volte è un eventuale nuovo aeroporto a Grazzanise, vicino Caserta. Utile per decongestionare Napoli Capodichino, e già previsto in epoca Bassolino, è stato messo da parte a favore dello scalo di Salerno aperto nel luglio 2024. Se il centrosinistra è tiepido all’ipotesi, la destra di governo spinge maggiormente in quanto l’attuale titolare del Dicastero delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha fatto inserire Grazzanise nel nuovo piano nazionale degli aeroporti.
Metropolitana da tagliare o potenziare? E le aree interne?
Ministro che è stato in visita anche al cantiere della futura fermata della metropolitana Linea 1 di Capodichino, seppur non accompagnato da nessuna autorità locale apicale – circostanza alquanto insolita. Forse c’era la necessità di rimarcare un’attenzione alla rete sotterranea cittadina, nonostante le prime anticipazioni della legge di bilancio 2026 abbiano previsto il taglio di fondi proprio alle nuove metropolitane nelle maggiori città d’Italia, compresa la futura Linea 10 che dovrebbe collegare Napoli con la stazione dell’alta velocità di Napoli Afragola: lavori che sarebbero, ironia della sorte, proprio di competenza regionale.
Grande è stata invece l’attenzione di Fico alle aree interne con la proposta di un assessorato ad hoc. Non vi può essere infatti uno sviluppo armonico della Campania se non con una maggiore attenzione all’alto casertano, l’avellinese, il Sannio, il Cilento. Su questo i trasporti giocano un ruolo cruciale, e sono l’unico modo per rilanciare zone che devono essere viste come risorse.
Navigazione, ferro, voli: tutto si tiene in una visione di sistema
Al pari delle isole, più battute dal centrosinistra, che ha nell’accesso al mare un tema assai caro. Mentre poco toccati da entrambi gli schieramenti sono la navigazione e i porti, in particolare quello di Pozzuoli che vive gravi problemi a causa del bradisismo – altro argomento poco affrontato e che necessiterà di un grande impegno della prossima giunta regionale. Tanto più che, è bene ricordare, la Cumana è attualmente interrotta proprio a causa di questo fenomeno che non accenna a placarsi.
Tutto si tiene nel campo delle infrastrutture e della mobilità: da un argomento si passa con faciltà ad un altro. Pertanto, chiunque siederà a palazzo Santa Lucia dalla sera del 24 novembre dovrà adottare una visione larga e di sistema. Facendo dialogare enti di diversi livelli, dai Comuni fino a Roma, passando per le tante realtà – anche private – che assicurano servizi ancora troppo deficitari per la seconda regione italiana in termini di abitanti.
E’ questo l’unico modo per recuperare la fiducia dei cittadini, crollata ai minimi termini sull’argomento: basti ricordare la cifra monstre evidenziata da Legambiente lo scorso agosto, con i passeggeri sulla rete regionale passati dai 34 milioni/anno del 2014 ai 23 milioni del 2023. Anche così si spiega l’astensionismo che tutte le rilevazioni immaginano segnerà questa tornata elettorale. Un tema che forse non scalda i cuori di chi siede a Roma, ma sul territorio significa governare con un “socio occulto” che ritiene la politica inutile per migliorare le cose – trasporti in primis. Ai candidati l’onere di smentire questo timore.
