A due mesi dalle elezioni, i cittadini stanno cominciando a prendere le misure della nuova Regione Campania. Tanto resta ancora da fare per far iniziare appieno l’attività amministrativa: due punti su tutti, l’approvazione del bilancio 2026 e la definizione delle presidenze delle commissioni consiliari. Passaggi cruciali per ben delineare gli equilibri politici. Tuttavia, si assiste alle prime uscite mediatiche che permettono di conoscere la postura degli inquilini pro tempore di via Santa Lucia e del Centro Direzionale. Ne ho parlato mercoledì 28 gennaio 2026 sul Corriere del Mezzogiorno.
Riavvicinarsi ai cittadini: sperando non siano solo slogan
In particolare, nel consiglio regionale dello scorso 22 gennaio è emersa in più interventi la necessità di un maggiore contatto con i bisogni della popolazione: sanità, cultura, trasporti, fino a iniziative che intendono qualificare nel tempo l’azione dell’attuale giunta tracciandone un chiaro profilo politico. Non è dunque un caso che il primo atto a firma Fico sia stata la retribuzione minima nei contratti pubblici di appalto di competenza regionale. Una battaglia cara a tutto il cosiddetto “campo largo” recentemente rilanciata da una mozione del giovane neo-consigliere Davide D’Errico.
Che la classe politica locale avverta la necessità di un riavvicinamento alle esigenze delle persone è una buona notizia, nonché l’unico modo di contrastare l’astensionismo arrivato al 56% alle ultime elezioni campane. Una cifra inquietante che dovrebbe far preoccupare anche in vista delle prossime comunali di Napoli (previste entro il 2027): è cruciale un’inversione di tendenza rispetto al 47% di affluenza del 2021 – il dato più basso da quando vi è l’elezione diretta del Sindaco.
La sfiducia nei servizi di prossimità, come i trasporti
Una sfiducia che si riflette nei servizi di prossimità per eccellenza: i trasporti, che non a caso hanno infiammato la recente campagna elettorale. In questo campo, la sfida è creare una connessione con comitati e società civile, come avviene ad esempio a Roma e Milano. Aprirsi alle critiche costruttive per migliorare ciò che dovrebbe essere pensato per gli utenti, che invece spesso percepiscono distanza con le istituzioni e le aziende ad esse collegate.
Tanti sono infatti i lettori che segnalano criticità, che chiedono di essere ascoltati, ambendo ad una quotidianità più semplice: prendere un mezzo pubblico non dovrebbe essere un’impresa degna di nota. Eppure, nel Sud martoriato dai tagli ai servizi perfino il ritorno di un treno è una notizia. Fanno tenerezza le immagini dei cittadini di Carpinone e Bojano, cittadine molisane al confine con la Campania, che salutano con i fuochi d’artificio la riapertura della ferrovia verso Napoli. Sembra l’Ottocento, quando le infrastrutture significavano la fine dell’isolamento – e della povertà – di intere aree.
Alcune testimonianze di utenti esasperati
Scene impensabili da queste parti? Non proprio. Ci scrive Tullio che vive nel nolano e ha due figli che studiano. Uno deve arrivare ad Agnano, un altro a Pomigliano. Un viaggio fatto di interscambi senza orari coordinati, con tempi di attesa dilatati. Per essere alle 10:00 in università, dovrebbero uscire di casa alle 06:00. E’ civile tutto ciò? Si chiede un padre che non ha accesso ai trasporti gratuiti perché fuori fascia ISEE, ma ha deciso di non pagare più due abbonamenti, caricandosi dell’onere di accompagnare i propri figli – ovviamente in auto.
Vi è poi Pasquale, un lavoratore del settore: si sente in pericolo davanti ai malintenzionati che non hanno il biglietto. E’ arduo contenerli, e i tornelli facili da scavalcare non aiutano. Molte delle stazioni della rete campana non li hanno neanche: altro che sicurezza e lotta all’evasione. Infine, Tommaso lamenta che il trasporto non sia pensato per i passeggeri, ma per i sindacati. I continui scioperi piegano un servizio che già funziona male, perché “non è solo la Circumvesuviana la linea peggiore d’Italia, ma anche Cumana e Circumflegrea” (cit.) che hanno corse troppo diradate.
Queste sono solo alcune delle tantissime testimonianze che ogni giorno arrivano da un’utenza che, dati alla mano, scappa dai mezzi collettivi e si rifugia in quelli privati. Un tema che dovrà affrontare la nuova governance della Campania, e in particolare il Presidente Roberto Fico e l’Assessore ai Trasporti Mario Casillo. Due personalità diverse, ma con un tratto in comune: hanno fatto dell’ascolto la base del loro ampio consenso. Ad oggi, sembra il solo modo per riempire quel solco fra politica e cittadini prima che intacchi le fondamenta democratiche delle nostre istituzioni locali.
Per essere più vicini alle esigenze dei cittadini non si può ignorare l’evidenza: negli ultimi dieci anni non c’è stata pianificazione né conduzione adeguata ma solo gestione clientelare. E da quello che si legge ci sono tutte le premesse per continuare. È inaccettabile avere a che fare con gli stessi personaggi e con le stesse loro regole.