Trasporti per un mare davvero libero

Incredibile ma vero, l’estate è arrivata anche quest’anno. Con la stessa puntualità, si è riproposto la tematica dell’accesso equo e non discriminatorio al mare che ha visto la città arrivare impreparata ancora una volta. Rispetto agli anni passati, vi sono però delle novità per un tema che ormai è presente tutto l’anno nel dibattito locale, a cui all’attivismo di comitati storici come “Mare libero” si sommano le tante proposte per immaginare un fronte costiero diverso. Ne ho parlato venerdì 12 giugno 2026 sul Corriere del Mezzogiorno.

Se le pedane sugli scogli assomigliavano più ad una boutade che ad una reale opzione (come senza sorprese ha confermato la Sovrintendenza), è invece da supportare l’idea del giornalista Angelo Forgione e della Vicepresidente del Consiglio Comunale, Flavia Sorrentino: rimodulare gli scogli di fronte la rotonda Diaz per estendere la spiaggia nota come Mappatella. Un’opzione relativamente poco costosa e che restituirebbe un lungomare più gradevole, superando gli orribili “baffi” che furono creati per le World Series della Coppa America nel 2012 – che dovevano essere temporanei e invece sono ancora lì.

Troppo poco mare per troppe persone

Lo spirito della proposta va in una direzione chiara: spiagge accessibili senza limitazioni. E’ una buona notizia sapere che già quest’anno il 40% dei litorali partenopei non sarà assegnato, mentre sulla restante parte (con grande ritardo) si è provveduto alle gare di affidamento del servizio. La collettività intascherà ben 247.000 Euro rispetto ai precedenti 30.000: a dimostrazione che quando si apre alla concorrenza i risultati possono essere sorprendenti. Si spera ora che tali costi non vengano scaricati sull’utenza, considerati i già notevoli rincari dei lidi.

Al di là delle anguste spiagge cittadine, bisogna dirsi una verità: siamo troppi. La provincia di Napoli conta 3 milioni di abitanti, le spiagge del Golfo non bastano per tutti. Dunque, la più immediata soluzione sarebbe l’area flegrea da Pozzuoli al litorale domizio. Zone note d’estate per i terribili ingorghi. Eppure, vi è una straordinaria risorsa: il trasporto pubblico attraverso le ferrovie Cumana e Circumflegrea, che dal centro storico corrono in parte parallele alla riva garantendo un accesso immediato al mare.

Arrivare al mare in treno non è utopia

Tuttavia, utilizzarle è un crudo bagno di realtà con stazioni non presidiate senza biglietterie automatiche né tornelli (con buona pace della lotta all’evasione), senza informazioni all’utenza, a volte senza neanche una panchina per sedersi, e soprattutto corse troppo poco frequenti. Nella fattispecie, la Cumana attende da quarant’anni l’attivazione del secondo binario, mentre la Circumflegrea vede proprio il suo tratto costiero (quello che corre lungo Cuma e il Fusaro) chiuso da anni senza un reale motivo. Non va meglio dall’altro lato del Golfo, toccato dalla Circumvesuviana: sono inutilizzabili le fermate di Scrajo Terme e Pozzano, a servizio diretto delle spiagge fra Castellammare e Vico Equense.

Quel che sarebbe un formidabile strumento di accesso al mare – il trasporto pubblico – è dunque un’arma spuntata. Visto da Napoli, appare un miraggio il “tram del litorale” che lungo tutta la costa del Belgio garantisce un accesso diretto alle spiagge. Oppure quello di Atene, che tocca 10 km puntellati di lidi. Per non parlare di Barcellona o Rio de Janeiro: si arriva sulla sabbia tendenzialmente in metro. Eppure, l’area metropolitana di Napoli non sarebbe da meno: l’attuale infrastruttura è potenzialmente molto efficace. Una buona gestione, in capo all’azienda regionale EAV, sarebbe quindi cruciale per dare sfogo sul mare a una città che nei fatti non ne è bagnata (per citare il noto testo di Anna Maria Ortese).

Rendere il metrò Linea 6 al servizio del mare di Bagnoli

Anche perché l’unico vero litorale urbano è Bagnoli, dove un domani arriverà la metropolitana Linea 6: fermandosi però a Coroglio senza servire le spiagge. Un paradosso. La Coppa America potrebbe essere l’occasione per un progetto più ampio, che faccia correre il metrò parallelo alla costa per poi proseguire verso Agnano e Pianura, garantendo anche a quei quartieri un rapido collegamento al mare – oltre che al resto della città. Lo ha già chiesto la IX Municipalità con un atto di indirizzo: aspetta ancora una risposta da Palazzo San Giacomo, e qualche consigliere comunale che si intesti una battaglia di civiltà.

Per un vero accesso al mare bisogna rovesciare il paradigma: liberarsi dalla schiavitù del mezzo privato, puntare ad efficientare una rete di infrastrutture che in larga parte già c’è. Una soluzione sotto gli occhi di tutti, ma che la politica ha ignorato per anni. Ora tira una nuova aria in Regione Campania: che sia la volta buona per risolvere la questione una volta e per tutte, senza arrivare puntualmente impreparati all’estate?

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