Cercate su internet “Napoli e turismo”. Troverete articoli con numeri indubbiamente positivi nonostante le tensioni internazionali: all’aeroporto gli arrivi sono in crescita, un +7% di sbarchi dalle navi rispetto al 2025, che globalmente si è chiuso con 15 milioni di visitatori secondo Il Sole 24 Ore. Una tendenza che consolida la città come meta tutto l’anno, segno che l’Assessorato guidato da Teresa Armato sta riuscendo nella missione più difficile: destagionalizzare i flussi. Ne ho parlato venerdì 10 luglio 2026 sul Corriere del Mezzogiorno.
Ai toni entusiasti che dipingono Napoli come ormai stabilmente nell’orizzonte delle grandi bellezze mondiali si affiancano però consolidate criticità: pulizia, sicurezza, e soprattutto trasporti. Un punto particolarmente ironico quest’ultimo, se si considera che una delle attrazioni turistiche più gettonate è il metrò dell’arte. Infrastruttura che si è fatta museo, geniale intuizione dell’allora Sindaco Antonio Bassolino, assieme a qualche coraggioso amministratore come Riccardo Marone, Giannegidio Silva, ed in particolare Ennio Cascetta.
Che fine ha fatto il Museo Aperto della Metropolitana (MAM)?
Fu proprio lui a promuovere, davanti alle crescenti difficoltà di manutenere un patrimonio unico nel suo genere (21 stazioni con circa 200 opere per 90 artisti coinvolti), il MAM – Museo Aperto della Metropolitana. Presentato nel 2018, coinvolgeva diverse aziende private in un’azione di mecenatismo finalizzata alla conservazione e valorizzazione di uno dei più grandi esempi d’arte pubblica in Italia.
Un progetto quanto mai attuale, anche in considerazione dello stato in cui versano alcune delle fermate più iconiche: Salvator Rosa e Dante su tutte. Non a caso, negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli appelli al Ministero della Cultura per fondi extra finalizzati alla manutenzione di stazioni che, diversamente da quelle di altre città, richiedono un percorso ad hoc. Sarebbe dunque il caso di riprendere la proposta, ferma a una delibera di giunta del 2022, anche per sfruttare il volano della Coppa America e dei tanti visitatori che porterà.
Un Museo dei Trasporti per Napoli
La metropolitana non è l’unico esempio di dimensione museale applicata ai trasporti a Napoli, con un panorama unico nel suo genere che viene da lontano e non ancora valorizzato appieno. Si pensi alla stazione Bayard, da cui nel 1839 partiva la prima ferrovia italiana: quella per Portici voluta dai Borbone. L’edificio versa nel più completo abbandono, e nel 2023 il Comune l’ha ceduto a Ferrovie dello Stato per riqualificarlo. Sembrava tutto avviato sul binario giusto: eppure, a due anni dall’inizio dei lavori, il cantiere appare fermo e il futuro incerto. Andrebbe fatta chiarezza.

Lo storico tram 1029, restaurato da appassionati del settore con il supporto di ANM
Così come si attendono maggiori dettagli su un progetto che, pian piano, si sta facendo strada: un museo che raccolga la storia trasportistica di Napoli. Per lungo tempo, appassionati del settore hanno strappato al degrado vecchi filobus e tram, restaurandoli con il supporto dell’ANM. Sono i tram e filobus verdi (colorazione in uso fino agli anni ’70) che circolano per le strade cittadine solo in occasioni speciali. Si aggiunge un nucleo di veicoli salvato dalla demolizione a partire dall’amministrazione di Rosa Russo Iervolino, come un carrello della funicolare del Vesuvio (distrutta nell’eruzione del 1944), o un bus sul quale l’ex Sindaco Maurizio Valenzi ha apposto una targa speciale, oltre a decine di documenti. Vi si potrebbe aggiungere, col buon cuore dell’ANM, un iconico trenino giallo della metropolitana Linea 1, ora in vendita come ferrivecchi, ma ormai parte della memoria collettiva. Che se ne salvi almeno uno!
Fra passato e futuro della mobilità
Napoli è fra le pochissime città europee che nel panorama turistico può offrire non solo la memoria della mobilità (vi sono tanti musei sul tema: a Bruxelles, Londra, Lucerna, Vienna…), ma anche la sua attualizzazione attraverso le stazioni dell’arte. Un mix unico nel suo genere che associa passato e proiezione sul futuro, da non sottovalutare perché attira un segmento molto specifico di visitatori. Si pensi ai tanti appassionati di turismo ferroviario che affollano le corse promosse lungo lo Stivale dalla Fondazione FS, che a Portici ha la sua struttura più importante: quella di Pietrarsa, un gioiello unico nel suo genere.
Il Museo dei Trasporti dovrebbe sorgere proprio lì accanto, nell’attuale officina ANM di Croce Lagno: è facile ipotizzare sinergie che creerebbero un polo senza eguali. Operazione che l’attuale amministrazione a guida Gaetano Manfredi potrebbe intestarsi, raccogliendo il testimone dei Sindaci citati poc’anzi. Salvaguardando il passato, con un occhio sempre rivolto al futuro. Com’è nello spirito millenario di Napoli, che il mondo intero viene ormai ad ammirare.