Il film da cambiare dei trasporti campani

E’ stato “Napoli – New York” di Gabriele Salvatores uno dei film più apprezzati dell’anno da poco conclusosi, storia di due scugnizzi che per caso si ritrovano nell’America dei primi anni ’50. Lì scopriranno la solidarietà di tanti emigranti e possibilità assenti nella natìa Napoli. Ne ho parlato mercoledì 14 gennaio 2026 sul Corriere del Mezzogiorno.

Due scene simili per un unico messaggio politico

Un tratto umano che si è prefissato di recuperare il neo Sindaco di New York, Zohran Mamdani, la cui elezione ha galvanizzato la sinistra mondiale grazie ad una campagna elettorale fuori dagli schemi puntando su temi sociali, il prendersi cura degli ultimi, abbassare il costo della vita. Per ribadire il concetto di una città per tutti, Mamdani ha deciso di tenere la cerimonia d’insediamento in una stazione abbandonata della metropolitana arrivando a bordo di un treno come un qualunque pendolare.

Una scena che richiama alla mente un gesto rimasto negli annali della politica italiana ad opera del nuovo Governatore della Campania, Roberto Fico, che il primo giorno da Presidente della Camera si presentò a lavoro in bus. Immagini episodiche (anche per ovvie ragioni di sicurezza), ma simboliche: fanno ben capire quale sarà il punto focale dell’azione politica. In entrambi i casi, l’attenzione alle fasce deboli e la qualità dei servizi pubblici.

Finalmente un Assessore ai Trasporti dopo dieci anni d’assenza

Un concetto ben espresso in una recente intervista da Mario Casillo, kingmaker del Partito Democratico in Campania e da poco nominato Vicepresidente della Regione con delega ai trasporti. Che ci sia un responsabile al ramo, la seconda voce del bilancio regionale dopo la sanità, è di per sé già una notizia: mancava da dieci anni, e nella deserta stanza dell’Assessore ci giravano, per rimanere in tema, i film (vedasi Perez con Luca Zingaretti e Marco D’Amore).

Tuttavia, ben altre pellicole si aspettano i campani, e a palazzo Santa Lucia lo sanno bene. Le linee di trasporto locali sono stabilmente indicate quali peggiori d’Italia, il sistema sconta una frammentazione fra vari attori, i cantieri procedono al rilento e i finanziamenti per i servizi ordinari sono insufficienti – e rischiano di esserlo ancor di più con il progressivo taglio ai fondo nazionale trasporti.

Tanti problemi, e nessuna rapida soluzione

Soluzioni semplici o rapide non ve ne sono, e servirebbero diverse pagine solo per elencare i problemi – fra l’altro ben noti al nuovo Assessore. Rilanciare la Circumvesuviana (nuovi treni e infrastruttura), riattivare nella sua interezza la Cumana tranciata dal bradisismo, raddoppiare i binari della Circumflegrea, far ripartire la ferrovia per Benevento, elettrificare la linea fino ad Avellino facendo tornare i treni nel capoluogo irpino, completare i lavori sulla ex Alifana chiudendo l’anello della metropolitana Linea 1 e realizzando un deposito, far subentrare le nuove aziende bus vincitrici del bando per i bacini delle varie province, ristabilire un vero metrò del mare in una terra fatta di tanti porti. Cose che sono già in corso d’opera su cui serve accelerare. Una volta ristabilita la normalità, toccherà immaginare il futuro. Pensare ai nastri che si taglieranno fra vent’anni, come ormai diverso tempo fa furono pensate le opere che si concludono oggi.

L’approccio  sembra quello giusto: ascoltare per unire i pezzi di un puzzle complesso da comporre, con attenzione alle fasce deboli. La mobilità collettiva è infatti un vettore di democrazia vera, applicata: un diritto di cittadinanza che può cambiare la vita delle persone e la geografia economico/sociale. Ancor di più in una terra come la Campania, segnata da un PIL pro capite che è poco più della metà della media italiana.

Immaginare il futuro: slogan vs realtà

In questo senso, la proposta dell’Assessore Casillo di tendere alla gratuità del trasporto per tutti è davvero degna di attenzione. Traccia un solco da seguire, un’idea: a questo servono le linee politiche che solo un Assessore può dare, figura che mancava – lo si ripete – da dieci anni. Oltre ad essere la naturale evoluzione di quanto già avviene per molti studenti, misura introdotta in Campania già nel 2016. Se estesa, sarebbe un esperimento sociale senza pari in Europa, con la sola eccezione del Lussemburgo dove dal 2020 i mezzi pubblici sono gratis.

Nel mentre, sullo stesso parallelo di Napoli, nella New York del socialista-pop Mamdani il biglietto per metrò e bus dal 4 gennaio è aumentato da 2,90 a 3 dollari: un costo medio per famiglia calcolato in 260 dollari in più all’anno, a riprova che la realtà è un po’ più difficile degli slogan. Da queste parti, paziente diplomazia, disponibilità all’ascolto, toni pacati dopo anni di frasi decise ma azioni non sempre incisive: sembra la ricetta giusta per tendere alla normalità. Qualcosa di cui Napoli e la Campania, soprattutto nei trasporti, hanno disperatamente bisogno.

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