Trasporti, la nuova rotta da seguire

Lunedì 24 novembre è stato nu juorno buono per la coalizione di centrosinistra, e si spera per la Campania intera. La nave della Regione ha una nuova rotta, che la vede capofila di un ideale schieramento del Sud su diversi temi, in primis il contrasto all’autonomia differenziata. Con un occhio ancor più attento su Roma per le politiche del 2027, come la presenza in città dei leader del campo largo ha certificato. Ne ho parlato giovedì 27 novembre 2025 sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno.

Dalla Campania una vittoria dal respiro nazionale

Un esperimento dal respiro nazionale di cui il neo Presidente Roberto Fico si fa portabandiera. Sullo sfondo il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ed i vari esponenti locali della coalizione: su tutti, i dem Mario Casillo e Marco Sarracino, registi a diverso titolo di un risultato che abbraccia continuità e discontinuità politica allo stesso tempo. Un capolavoro strategico che ora va tradotto nel governo del territorio.

Il mare magnum dell’astensione, in parte favorito dalla scelta della giunta uscente di far votare nel cuore del piovoso autunno campano, è infatti anche il prodotto di quel che tutti i sondaggi hanno fotografato: la necessità di servizi migliori. I cittadini lamentano carenze in primis nella sanità (esemplificativo quanto emerso a Report su Rai 3: se fosse vero, sarebbe molto grave) e nei trasporti.

Fare bene, ma anche fare presto

Su quest’ultimo punto c’è da essere ottimisti: il nuovo Governatore è noto per la sua sensibilità sul tema. Fecero il giro del mondo le foto del suo esordio da Presidente della Camera in autobus, e la prima vera uscita elettorale è stata a maggio ad un convegno proprio su questo argomento con l’allora titolare della Commissione Mobilità del Comune di Napoli, Nino Simeone, oggi neo consigliere regionale.

Servirà fare bene ma servirà anche fare presto, per richiamare il celebre titolo de “Il Mattino” sul terremoto dell’Irpinia di cui ricorrono i 45 anni in questi giorni. Agire in fretta almeno per cominciare a invertire una tendenza che vede una drammatica perdita di fiducia degli utenti nella mobilità collettiva. Lo scorso agosto Legambiente ha parlato di ben 13 milioni di passeggeri persi sulla rete dei trasporti campana negli ultimi dieci anni. Una cifra passata quasi sotto silenzio ma che, se fosse confermata, è da far tremare i polsi. Tuttavia, non sempre servono i numeri: basta girare per Napoli e provincia, o andare verso gli altri capoluoghi, restando spesso imbottigliati in un traffico fuori controllo.

Una squadra per far fronte all’emergenza trasporti

I cittadini hanno alzato le spalle davanti a queste inefficienze e chi può si è arrangiato. Caricandosi però di un costo occulto: quello di un mezzo privato nella regione con le assicurazioni più care d’Italia, con il costante rischio di furti, con una incidentalità in crescita. I più fragili sono rimasti indietro, letteralmente appiedati. I comitati di protesta, ormai presenti in gran numero, si sono sentiti rispondere che si stavano facendo miracoli. Che indubbiamente si sono messi in cantiere: ma quanta fatica.

Agli ultimi, alle fasce deboli, da lunedì parla un Presidente amico che dovrà costruire una nuova visione circondandosi di politici esperti e manager competenti. Magari sparigliando le carte e pescando fra quei giovani a cui spesso in campagna elettorale si è appellato, che hanno fatto esperienze fuori ma che non hanno perso le speranze di scommettere sulla propria terra. Una squadra insomma, che abbia negli assessori (da dieci anni manca quello ai trasporti, un’assurdità) dei chiari riferimenti per ogni campo.

Qualche appunto per una nuova rotta

Solo così si potrà tendere ad un maggior coordinamento della mobilità, con un costante dialogo fra palazzo Santa Lucia e San Giacomo passando per gli altri capoluoghi. Ridando centralità al biglietto unico, ad una regia condivisa fra le varie aziende, potenziando quel che già c’è e mettendo un punto a cantieri infiniti. Il tutto facendo fronte ad emergenze nuove, come il bradisismo che è tornato a ferire territori già fragili e oggi praticamente isolati. Concetto che ben conoscono le aree interne: che tornassero i treni ad Avellino, nella Valle Caudina fino a Benevento, o nelle tante città dell’hinterland come Giugliano che sono isolate pur nella loro maggiore centralità.

Non serve un Faro di cemento a ricordare qual è la rotta che la nave Campania deve seguire. Basta quella che gli elettori hanno tracciato con limpidi numeri. Al timoniere l’onere e l’onore di percorrerla, governando assieme ad un equipaggio che, seppur numeroso e composito, sembra animato da entusiasmo. Nu juorno buono, si diceva con una punta di innegabile trasporto.

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