Un nuovo orizzonte per la Linea 6

Entro il 2022, Napoli vedrà l’apertura di un’infrastruttura attesa da trent’anni: la metropolitana Linea 6, che collegherà la Mostra d’Oltremare di Fuorigrotta con piazza Municipio (dove avverrà l’interscambio con la Linea 1), passando per la fascia costiera di Chiaia e Mergellina, per un totale di 6,5 km e 8 stazioni. Ne ho parlato martedì 14 settembre su La Repubblica Napoli.

Linea 6 al 2022

La metropolitana Linea 6 entro il 2022

Opera che, è bene evidenziare, sarà dotata di pochi e vecchi treni e mancherà di un deposito: ciò significa che, con tutta probabilità, non si potrà garantire nell’immediato un servizio frequente per gli oltre 65.000 passeggeri/giorno previsti. Un tema gestionale pesante che si lega alle future espansioni della linea, i cui lavori, essendo competenza del Consorzio Metropolitana di Napoli e di Hitachi su committenza del Comune di Napoli, sono un argomento infrastrutturale centrale su cui il prossimo Sindaco dovrà pienamente impegnarsi.

La Linea 6 a Bagnoli secondo il progetto del 2010

Secondo un progetto elaborato dallo studio d’architettura Hitaka e approvato nel novembre 2009 da Palazzo San Giacomo con delibera di giunta n. 1955, la Linea 6 dovrebbe vedere il suo futuro sviluppo nell’area ex-ILVA di Bagnoli. Dopo il capolinea di Mostra, quattro sono le fermate previste: Campegna (con tanto di deposito) nella via omonima, Acciaieria su via Pasquale Leonardi Cattolica, Città della Scienza, e Porta del Parco fra via Bagnoli e via Enrico Cocchia. Il progetto definitivo viene presentato nel settembre 2010, e vede nelle stazioni la valorizzazione delle aree a verde, di cui Bagnoli abbonda, nonché dei reperti di archeologia industriale.

Linea 6 ipotesi Hitaka

Il prolungamento della Linea 6 nell’area ex-ILVA secondo il progetto dello studio Hitaka (2010)

L’arrivo di Invitalia e il cambio di direzione

Con il commissariamento dell’area ex-ILVA previsto dal decreto Sblocca Italia del 2014, il prolungamento della Linea 6 è stato più volte messo in discussione, complice l’intervento di Invitalia come soggetto attuatore della bonifica di Bagnoli, rimescolando le carte in tavola e cambiando il progetto definitivo già approvato dal Comune, senza un reale confronto con la città.

Linea 6 + sviluppi futuri

Un’ipotesi di sviluppo per la Linea 6 oltre l’area ex-ILVA

Tuttavia, nel programma elettorale di Gaetano Manfredi il prolungamento a Bagnoli è una prospettiva ben salda. Ora, resta da capire come questo verrà realizzato. Infatti, l’attuale conformazione ipotizzata da Invitalia comporta, con tutta probabilità, l’attestarsi definitivo della Linea 6 davanti Coroglio, senza possibilità di sviluppi ulteriori. Tuttavia, in un contesto in cui negli ultimi anni a livello comunale non è stato progettato neanche un chilometro di nuove linee su ferro, l’attuale campagna elettorale offre l’occasione di rilanciare idee e proposte per sfruttare appieno il grande potenziale della Linea 6.

Un nuovo futuro per la Linea 6 verso Agnano e Pianura

Dunque, perché non immaginare uno studio di fattibilità per verificare la possibilità di prolungarla oltre l’area ex-ILVA? In questo modo, si potrebbe collegare il borgo storico di Bagnoli scambiando con l’attuale Cumana, che l’EAV intende interrare in un prossimo futuro, eliminando così una trincea urbana che taglia il quartiere fin dal 1889: prospettiva che il prossimo Sindaco dovrà certamente discutere con l’ente regionale.

Linea 6 ipotesi Bagnoli oltre ILVA

La Linea 6 come potrebbe svilupparsi verso il nucleo storico di Bagnoli e l’area ex-NATO

Successivamente, la Linea 6 potrebbe incrociare la Linea 2 delle Ferrovie dello Stato a ridosso dell’area ex-NATO, anch’essa al centro di futuri progetti di riqualificazione, fungendone da volano. Poi, proseguire verso Agnano con i suoi da sempre sottoutilizzati ed eternamente in crisi ippodromo e terme, fornendo rapido accesso anche ai tanti lavoratori delle piccole aziende che caratterizzano il quartiere. Infine, il metrò potrebbe attestarsi a Pianura, città nella città con i suoi circa 58.000 abitanti (dimensioni di Comuni come Avellino e Benevento) e da sempre lasciata ai margini dell’impegno amministrativo, qui scambiando con l’unica ferrovia dell’intero sistema partenopeo non interconnessa con altre: la Circumflegrea.

Cambiare la vita di interi quartieri e dei Comuni limitrofi

Almeno parte delle stazioni potrebbero sorgere in corrispondenza di attuali “vuoti urbani”, come ad esempio il parcheggio dell’ippodromo di Agnano, o su viale della Liberazione nei pressi della ex base NATO. Ciò garantirebbe un impatto minimo dei lavori sulla popolazione, nonché un più facile deflusso dei mezzi di cantiere verso la vicina tangenziale. Inoltre, proprio la presenza dell’asse autostradale favorirebbe la creazione di parcheggi in corrispondenza delle fermate, dando fiato a una metropolitana che, allo stato attuale, non presenta aree di sosta. Si creerebbero così hub di interscambio anche con i bus, la cui rete potrebbe essere riorganizzata su base municipale, abolendo linee troppo lunghe e diseconomiche verso il centro di Napoli che oggi caratterizzano i servizi su gomma ANM.

Linea 6 ipotesi Agnano

Ipotesi di Linea 6 ad Agnano nei pressi dell’ippodromo con parcheggio d’interscambio

Un simile progetto cambierebbe la vita di centinaia di migliaia di cittadini, rilanciando aree storicamente in sofferenza e consentendo anche a chi necessita di arrivare a Napoli dai Comuni limitrofi (Quarto, Monterusciello, Pozzuoli) di poter accedere già nelle zone di Pianura/Agnano/Bagnoli ad un collegamento rapido verso il cuore della città, riducendo la pressione sugli assi trasportistici localizzati verso il centro. Così facendo, si aumenterebbe la coesione sociale e territoriale, contribuendo davvero, e non a parole, a ridurre il gap con le periferie, innescando anche un virtuoso circolo di apprezzamento immobiliare soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, come le giovani coppie di lavoratori.

Linea 6 ipotesi Pianura

Dopo Agnano, la Linea 6 potrebbe attestarsi a Pianura

La suggestiva ipotesi di Posillipo: è ora di guardare al futuro

Infine, da diversi anni è allo studio da parte del Consorzio Metropolitana di Napoli un’ipotesi affascinante: far arrivare la Linea 6 a Posillipo. Infatti, la composizione tufacea della collina che sovrasta Coroglio faciliterebbe il rompere lo storico isolamento del quartiere, portando la metropolitana ad attestarsi perlomeno a piazza San Luigi, se non addirittura a proseguire verso piazza Salvatore Di Giacomo e il Parco Virgiliano. Anche in questo caso, la rete su gomma potrebbe così essere riorganizzata su base di quartiere, che sarebbe finalmente dotato di un rapido collegamento su ferro verso il centro città.

Linea 6 ipotesi Bagnoli ex-ILVA + Posillipo

La suggestiva ipotesi di sviluppo della Linea 6 fra l’area ex-ILVA e Posillipo

La campagna elettorale è per antonomasia il tempo di progetti e idee in grado di restituire un orizzonte alla città: proprio quello che è mancato nell’ultima decade, come giustamente evidenziato da Ennio Cascetta sulle pagine de La Repubblica lo scorso 26 agosto. La Linea 6, in questa nuova forma, può essere il progetto infrastrutturale caratterizzante per la Napoli del prossimo decennio, nel segno di un rinnovato slancio grazie anche alle risorse del Next Generation EU. Chi se ne farà carico, avrà certamente l’attenzione e la fiducia dei tanti, troppi napoletani lasciati ai margini dell’azione amministrativa, e della vita della città.

 

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