Coppa America, una vetrina molto fragile

Ormai ci siamo. Oggi comincia la Coppa America di vela con le preregate – antipasto della vera competizione del luglio 2027. In città si respira un’aria da “Sabato del villaggio” di Leopardi, quell’eccitazione che precede la festa. Si respira anche altro, meno positivo per i nostri polmoni: smog da traffico impazzito. Il rovescio della medaglia dei grandi eventi. Ne ho parlato giovedì 24 settembre 2026 sul Corriere del Mezzogiorno.

Coniugare grandi eventi e traffico: sfida impossibile?

Ogni volta che si monta un palco a piazza del Plebiscito, che si fa un “bufala fest” e simili al Municipio, o – come in questo caso – si allestisce il villaggio della Coppa nella (martoriata) Villa Comunale, la già fragile viabilità cittadina va KO. Con tanto di dati sull’inquinamento della Fondazione Filippo Caracciolo, illustrati dal presidente dell’ACI Antonio Coppola. Napoli continua ad avere un parco auto fra i più vecchi d’Europa con il 78% dei veicoli circolanti che ha più di dieci anni, ed appena il 21% che sia Euro 6. Facile immaginare cosa significhi per la qualità dell’aria.

Le barche della Coppa America di vela nel golfo di Napoli, col Vesuvio in sottofondo

Coniugare traffico con grandi eventi è forse la cosa più difficile per le città che li ospitano. Tuttavia, le nostre strade hanno peculiarità che difficilmente si vedono altrove: ha sollevato un polverone quel che ogni fine settimana avviene a via Petrarca. C’è voluto il deputato-reporter Francesco Borrelli per evidenziare ai locali amministratori ciò che molti cittadini già sanno e lamentano, ossia che dopo una certa ora Napoli diventa terra di nessuno. Lo stesso vale per piazza Vanvitelli, via Aniello Falcone, gli chalet di Mergellina, e non solo.

C’è solo un modo per contrastare il traffico: la mobilità collettiva

Come sempre, l’impressione è che manchi il governo del territorio sia sulla sicurezza (ci si aspetta, oltre alle solite dichiarazioni, un’azione più incisiva della Prefettura) che sul traffico. In questo contesto, ha destato perplessità la notizia del comandante dei vigili urbani, la cui decennale gestione difficilmente sarà ricordata con nostalgia dai partenopei, che chiede ferie proprio la settimana dell’inizio della Coppa America. Per fortuna, il Sindaco si è opposto.

In attesa di una vera svolta sulla gestione della polizia locale, agognata da troppo tempo, l’unico modo per combattere il traffico è ridurre le auto con la mobilità collettiva. E’ una corsa contro il tempo per riattivare la linea tramviaria parallela al mare, con binari rinnovati e nuovi vettori. Si sta poi accelerando sul potenziamento della metropolitana Linea 6, possibile nel 2027 con l’immissione di nuovi e più capienti treni: due meriti che vanno riconosciuti all’amministrazione.

L’eredità che un grande evento dovrebbe lasciare

Un grande evento si misura però anche con le infrastrutture che lascia in eredità. Una sorta di “ricompensa” verso i cittadini per i disagi subiti grazie a risorse straordinarie. In tal senso, il Comune ha cambiato il progetto di estensione del metrò Linea 6 nel sedime dell’ex Italsider. Si passa da un’infrastruttura che, secondo i precedenti piani, doveva terminare davanti Coroglio – lasciando nei fatti scoperta proprio l’area dove si terrà la Coppa America – ad un prolungamento che da piazzale Tecchio andrà verso la Cumana di Bagnoli, servendo meglio la zona che ospiterà le regate.

Prolungamento tram a Mergellina

Ipotesi di prolungamento della linea tranviaria e interscambio con la funicolare di Mergellina

E’ una buona notizia, e ci piace pensare che i ripetuti appelli partiti da queste colonne per rivedere il progetto (che non aveva alcun senso urbanistico e trasportistico) abbiano giocato un seppur minimo ruolo in questa revisione, che consegnerà a quel quadrante di città una moderna metropolitana per arrivare in pochi minuti a piazza Municipio o alla Riviera di Chiaia. Si approfitta per lanciare un’altra idea: prolungare il tram a Mergellina per scambiare con la funicolare. Pochi metri di binari da piazza Sannazaro, ma che darebbero un nuovo senso trasportistico ad un impianto da sempre sottoutilizzato.

Un grande evento per provare a cambiare la mentalità cittadina

Infine, il sempiterno tema dell’informazione all’utenza, pesantemente carente. Nel momento in cui Napoli sarà vetrina del mondo, ad oggi non c’è un’app, un sito, cartellonistiche degne di tal nome. La bigliettazione è confusa, le obliteratrici (quando presenti e funzionanti) sono d’anteguerra, le tornellerie delle stazioni da rivedere. Serve un upgrade importante su tutti i trasporti, Linea 1 in primis. Non si capisce il senso di aver speso per realizzarla quasi 4 miliardi di euro, e poi non trovarne qualche migliaia per questi ripensamenti.

Che questo evento – il più grande ospitato a Napoli dai Mondiali ‘90 – serva anche a pensare in modo diverso. Partendo magari dai rappresentanti eletti. Ieri il consiglio comunale è saltato causa traffico: i consiglieri non trovavano parcheggio. Paradossale. Ma il Sindaco in una recente (quanto contestata) intervista non aveva spronato i cittadini a usare i mezzi pubblici, proprio per evitare di intasare le strade?

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