La Coppa America quotidiana

Dalle Vele di Scampia a quelle che solcano il Golfo, ci sono giorni in cui la metamorfosi di Napoli sembra possibile. Come lo scorso weekend in cui la città ha offerto una prova maiuscola di organizzazione per le preregate della Coppa America. Migliaia di persone hanno assistito alla bellezza senza tempo di barche che tagliano il mare per la più antica competizione sportiva del mondo, e milioni hanno goduto di spettacolari riprese in TV e sui social. Ne ho parlato venerdì 2 ottobre 2026 sul Corriere del Mezzogiorno.

Le barche della Coppa America di vela impegnate nelle preregate nel golfo di Napoli (settembre 2026)

Proprio su questi canali, molti post e commenti ricordano che non è stata la Coppa a far bella la città, ma Napoli a rendere tale la competizione. Difficile stabilire un confine di verità su quest’affermazione, ma una cosa è certa: da qualche anno il mondo osserva Napoli con più complessità. Un lungo viaggio a partire da un’immagine fatta solo di criminalità, disservizi, povertà. Finalmente ci si accorge che, affianco a debolezze storiche (che non devono essere coperte da vele pietose), c’è anche altro. La forza e l’orgoglio di un popolo che forse è più bravo nella straordinarietà.

Una città che funziona meglio nell’eccezionalità 

E’ notizia di questi giorni che Napoli è stata scelta per la terza volta come finalista al Prix Versailles, uno dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali d’architettura. Anche in questo caso è stata candidata una stazione del metrò, quella di Monte Sant’Angelo. Nel 2022 la fermata Duomo vinse il premio come migliori interni, nel 2024 la stazione Chiaia fu fra i finalisti. Napoli è l’unica città italiana ad aver ricevuto così tante candidature – il che la dice lunga sullo stato dell’architettura contemporanea nel resto del Paese, in un premio dove in giuria non vi è mai stato un progettista italiano.

Il logo del Prix Versailles e la stazione di Monte Sant’Angelo, candidata quest’anno

Questo però ci dice anche un’altra cosa, che è la stessa delle preregate: dal G7 del 1994 organizzato in un Comune sull’orlo del fallimento, alle monumentali installazioni artistiche a piazza Plebiscito, alle gigantesche stazioni-museo visitate da milioni di persone, alle preregate del 2012 fortemente volute da De Magistris all’indomani della crisi rifiuti, all’abbattimento delle Vele di Scampia, Napoli primeggia nell’eccezione. Il che avviene anche al contrario: il colera (unico caso recente in Occidente), l’emergenza rifiuti. E’ come se grandi traguardi e grandi tragedie si adattassero al carattere degli abitanti, da sempre dipinti come esuberanti.

Il tentativo di essere normali

Tuttavia, “l’impresa eccezionale è essere normali”, cantava un napoletano adottivo, Lucio Dalla. La sfida che manca da vincere, e sulla quale insiste l’attuale Sindaco Gaetano Manfredi. Partendo dal disavanzo che pesa sulle casse cittadine, ereditato dalle precedenti gestioni: se nel 2021 questo ammontava a 2,2 miliardi di Euro, oggi viaggia attorno ai 1,4 miliardi. Il Comune pagava i fornitori in media dopo 314 giorni, oggi ce ne voglio circa 22.

La «Montagna del Sale» nel 1995 in Piazza del Plebiscito a Napoli ...

La famosa “Montagna di sale” di Mimmo Paladino a piazza del Plebiscito (1995)

Il tentativo di rendere Napoli una “città europea” passa in primis per la qualità e la quantità dei servizi ai cittadini,in particolare quelli immediatamente percepibili e di prossimità. In tal senso, migliora la performance delle società partecipate: come l’ASIA, che si occupa di igiene ambientale, il cui indebitamento è azzerato ed ha distribuito l’ultimo anno ben 12 milioni di utile all’azionista (ossia il Comune), con la raccolta differenziata passata dal 37,6% del 2021 al 44,2% del 2025. Anche la Napoli Servizi, attualmente in riorganizzazione, presenta bilanci in utile e assenza di debiti nei confronti di banche, erario ed enti previdenziali, così come per l’ABC che si occupa del servizio idrico, i cui utili sono tutti reinvestiti nel miglioramento della rete – e tanti sono i cantieri visibili in città.

Una risposta politica per nuovi temi economici e sociali

Infine, i trasporti. Con il salvataggio di ANM, grazie al concordato preventivo avviato dalla precedente amministrazione e conclusosi poche settimane fa, si può guardare con ottimismo al prossimo futuro. I pesanti investimenti, frutto dei vari patti col Governo centrale sottoscritti negli anni, stanno dando i loro risultati: nuovi tram, nuovi treni, nuovi bus. Tutti mezzi utili ad aumentare i passeggeri, che difatti hanno toccato la cifra record di 100 milioni lo scorso anno.

La Coppa America da vincere è dunque quella quotidiana. Le immagini del Golfo tagliato da vele colorate sono emozionanti, ma passano. Quel che resta è il risanamento del Comune, di cui si deve dare atto a questa amministrazione. Che va però accompagnato ad una rinnovata proposta per le elezioni 2027. Tanti sono i temi sociali ed economici che bussano alle porte della città: il caro vita, la sicurezza, la crisi dell’abitare. Ci sarà tempo per analizzarli sulle pagine dei giornali, molto meno per elaborare una risposta politica fatta di nuove idee e nuove persone. L’eccezionalità, stavolta, potrebbe non bastare.

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