Siamo nel 1976. L’Italia è governata da Giulio Andreotti, succeduto ad Aldo Moro. A Washington vince le elezioni il democratico Jimmy Carter che batte il repubblicano Gerald Ford: dietro la cortina di ferro li osserva Leonid Brežnev, a capo dell’Unione Sovietica. La Cassazione ordina di distruggere tutte le copie di Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci, un colpo di stato militare cambia la storia dell’Argentina e il Concorde effettua il suo primo volo. Insomma, un altro mondo di cui a stento vi è il ricordo. Ne ho parlato martedì 3 febbraio 2026 sul Corriere del Mezzogiorno. Continua a leggere
L’anello infinito del metrò di Napoli
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