Gli occhi chiari, vitrei, emergono da un’oscurità di 2.000 anni. Ti fissano da un tempo perduto, ma sono accesi come se fossero vivi. La statua invece è piegata, una posizione quasi innaturale. Dovrebbe restituire un’immagine ieratica. Invece, nello scatto di Mimmo Jodice sembra un atleta in carne ed ossa sul punto di correre. Così come la pietra con cui è scolpita la bocca ripresa in un’altra delle sue fotografie: bloccata su un urlo, eco dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Ne ho parlato venerdì 7 novembre 2025 sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno. Continua a leggere
Il metrò dell’arte fra Mimmo Jodice e James Senese
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